Martedì, 17 ottobre 2017

20/10 Trento: il racconto di pievechannel

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Finalmente ci siamo. Dopo tante peripezie per procurarmi il biglietto è arrivato il momento di tirarlo fuori dalla busta nella quale l'ho custodito gelosamente per quasi un mese.
Arriviamo in teatro e quando mi siedo nel bel mezzo della sesta fila non riesco ancora a realizzare ciò che accadrà tra poco. Ed ecco d'un tratto le luci che iniziano a spegnersi, il sipario che piano, piano si alza e le note di "Sono qui per l'amore" che scivolano sotto la pesante tenda rossa e mi penetrano, come un cucchiaio che sprofonda nel miele.
Adesso si vede tutto, Luciano li a pochi metri che dolcemente ci fa salire sulla carrozza delle emozioni, ci porta con lui in un viaggio meraviglioso fatto di melodie che conosco a memoria ma che li al momento non riconosco, un po' perché rivisitate in modo stupendo, un po' perché sono soprafatto da sensazioni che mai avevo provato ascoltandolo. E così dopo una sequenza di capolavori come "Una vita da mediano", "Vivo o morto x" e la fantastica "Questa è la mia vita" abbiamo sofferto per dieci minuti di pausa.
Ma il viaggio è ripartito subito alla grande con "Lettera a G.", da pelle d'oca, ed ha man, mano aumentato il ritmo fino al punto che nessuno è più riuscito a rimanere seduto con "Le donne lo sanno". Da quel momento credo che la temperatura della carrozza sia salita oltre i 1000 gradi. E' indescrivibile quello che mi sentivo dentro i quei momenti, c'era qualcosa di elettrico che mi girava nelle vene, un cortocircuito di emozioni nello stomaco che purtroppo prima o poi doveva finire. Lui l'ha fatto nel migliore dei modi. Tutto ciò grazie ad una, a dir poco eccezionale, band che ha saputo accompagnare, evidenziare ed esaltare il Liga.
Un'insieme di artisti fenomenali che ha saputo rendere lo spettacolo unico.
Grazie Liga

Lunedì, 23 ottobre 2006