Giovedì, 19 aprile 2018

L'anima e la conchiglia

MUVRLunedì 22 settembre 2008

(liberamente tradotto dalla redazione)
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Sono atterrato a Verona domenica pomeriggio completamente svuotato dentro. E' arrivata solo la mia "conchiglia". Uhm...mi spiegherò dopo.  Sta di fatto che sono svenuto a causa dell'enorme stanchezza; neppure mi sono accorto dell'arrivo in Hotel a Correggio. Ricordo soltanto di essermi alzato a mezzanotte senza riuscire a riaddormentarmi. Fuso orario.
Ho acceso la tv e mi sono sparato tutta notte la CNN che parlava delle elezioni presidenziali in America (incredibile!). Nel mentre ho scritto un bel po' di email. Dunque, un'intera nottata nella mia camera, solo con me stesso e... la mia "conchiglia".

Il sole è finalmente sorto. Scendo a far colazione prima di ripartire per Verona e cominciare le prove con Luciano, la band e un'orchestra di 70 elementi! Ho una giornata intera davanti e sono due giorni che fatico a dormire. La mia “conchiglia” è un po' agitata.

"Michael Michael! SVEGLIA! Hanno bisogno di te sul palco...IMMEDIATAMENTE!" Umberto, vero gentiluomo per natura che si prende cura della band di Luciano cerca di svegliarmi. "Chi? Cosa? Di cosa ho bisogno?". Ho la sensazione di essere nuovamente svenuto anche nel camerino allestito all'interno del  bellissimo anfiteatro romano di Verona. Almeno... credo di essere qui.
Al momento, nel tentativo di svegliarmi non so esattamente DOVE mi trovo. Mi siedo, scuoto la testa poi cerco di raggiungere la mia batteria ma mi chiedo "Dov'è la mia batteria?".

Fuso orario. Maledetto fuso orario!

C'è uno scrittore, William Gibson, che scrive romanzi gialli di fantascienza futuristica. "Neuromante" (tit. Orig. "Neuromancer")  è il suo libro più famoso nel quale si parla di internet molti anni prima del suo inserimento globale nel mondo.
Gibson ha coniato il termine "cyberpunk".
Un personaggio dei suoi libri è convinto che l'anima di un passeggero non sia in grado di viaggiare così veloce tanto quanto il velivolo su cui è seduto. Ragion per cui, al momento dell'arrivo a destinazione, la sua anima risulta ancora in viaggio per tentare di raggiungerlo. Il viaggiatore arriva quindi svuotato e dunque simile a una "conchiglia" in attesa del suo contenuto. Ci vuole tempo. Inoltre la "conchiglia" non è stanca soltanto per questioni di orari diversi ma anche a causa della totale e temporanea assenza della sua anima.

E' soltanto una metafora ma è una di quelle che mi piacciono. Altri definiscono questo stato come "scombussolamento da fuso orario" (jet lag). Rende comunque l'idea.
In qualunque modo lo chiamiate, sappiate che ne sono rimasto vittima e così anche le mie ginocchia.

Pur essendo mezzo addormentato, raggiungo in qualche modo la mia postazione sul palco, mi ficco gli auricolari nelle orecchie e mi preparo al primo attacco.
Mi dico: "Svegliati, svegliati, è il momento del rock!". La band comincia a suonare "Viva!", una delle canzoni di Ligabue che preferisco. "Ok Michael è il momento di suonare questi, questi... uhm... cosa SONO queste cose davanti a me?!?".
La mia mente cerca di sincronizzarsi con la memoria muscolare ma come si fa? Cioè, cos'è un cervello senza un'anima?
Ma... indovinate un po'? Non hai bisogno di un cervello per suonare la batteria, Ha!
La ormai famosa "conchiglia" suona per conto suo e la sensazione è veramente assurda.
Poi improvvisamente, TA DAAAAA! Esco un attimo dal mio stordimento,  stimolato da un imponente suono che mi giunge da dietro. "Cos'è stato?". Comincio a svegliarmi un po' di più. "La batteria, ah sì la batteria! Sveglia sveglia!" E poi di nuovo TA DAAAAA! ! "MA COS'E' STATO?... Che c...??" E' l'orchestra. Oh, è vero, L'ORCHESTRA! ZZZZZZZAPP! "Sono a Verona, mi sto riprendendo, è la nostra meravigliosa band, suono per Ligabue, E STIAMO SUONANDO CON UNA FENOMENALE ORCHESTRA DI 70 ELEMENTI!".
Mi sento prontamente sveglio, so dove mi trovo e cosa sto facendo.

E' stato uno dei momenti più fighi e bizzarri che ricorderò: immerso totalmente nello stupore dato dal jet lag, catapultato davanti alla mia batteria e svegliato dai miei compagni di band, Luciano e un'orchestra! Bel modo di rientrare nel "Mondo Ligabue"!
Luciano sta cantando con la band e altri 70 musicisti. Violini, viole, violoncelli, trombe, timpani, oboe e molto altro. Sta cantando: "Viva, Viva, così come sei".
E io? Ho un sorriso ridicolo stampato in viso perché sta suonando tutto molto bene.
Sono tornato in Italia e comincio a fare rock insieme a un'orchestra nella stupenda Arena Di Verona.

Seriamente, sono situazioni che mi spingono a domandarmi "Com'è che sono così fortunato?"
Credo che l'anima sia appena rientrata nella mia "conchiglia".

Mercoledì, 22 ottobre 2008