Mercoledì, 28 giugno 2017

Sulla sua strada

Allora, come andiamo?
Inutile dirvi che a noi manca il tour.
Non potete non saperlo.
In questi giorni Rigo ha cominciato a lavorare al proprio disco nel mio studio. Ci sono anche Robby e Foffo (il tecnico del suono del tour 2006). Oggi sono andato a trovarli. Secondo voi di cosa abbiamo parlato?
Ieri io e Fede ci siam sentiti al telefono. E’ presissimo dal suo disco e dai suoi soliti innumerevoli progetti. Poi, secondo voi, di cosa abbiamo parlato?
Max Cottafavi ogni tanto mi viene a trovare. Secondo voi?
Adesso non prendeteci per dei monotematici.
Parliamo di tutto.
Ma di "quello" inevitabilmente.

Comunque, tanto per non lasciarci andare a malinconie troppo facili, ora parliamo del libro che sta uscendo: "Sulla sua strada".
Cominciamo col dire che è un gran bel libro.
Spero proprio, una volta tanto, di essere libero di dirlo visto che il merito non è mio ma degli autori che, in questo caso, sono Chico De Luigi e Corrado Minervini.
Chico l'ho conosciuto durante le riprese di "Radiofreccia".
Me l'hanno presentato come fotografo di scena.
Io, all'epoca non sapevo cosa fosse.
L’ho capito vedendolo all'opera che è quello che fotografa non solo le varie scene (come da definizione) ma anche le diverse fasi di realizzazione del film.
Fin da allora ha messo in evidenza due caratteristiche che con me ha mantenuto: 1)ogni tanto mi rompe i coglioni (il doppio dito medio che faccio nella foto di fine libro è ovviamente rivolto a lui) e 2)molto più spesso mi fa ridere.
Cose che non c'entrano con le qualità di un fotografo?
Con me sì, perché continua a non piacermi venir fotografato ma se uno mi fa ridere me lo fa risultare più facile.
In tutto questo sia chiaro che Chico ha un paio d'occhi che non gli stanno in faccia dal tanto sporgersi per la sua curiosità ed è talmente bravo da avere vinto diversi concorsi come miglior fotografo di scena (uno proprio per "Radiofreccia") e da finire a lavorare addirittura per Kusturica (che, se non l'ha menato lui...).
Con me ha fatto diversi servizi (è lì che sono particolarmente insofferente) e ha fotografato più di un tour.
Corrado Minervini è un giovane giornalista che una volta ha fatto una specie di "dizionario" di tutte le mie canzoni.
Un lavoro che ho trovato attento, approfondito, fatto con conoscenza e passione.
Ebbene quell'attenzione, quell'approfondimento, quella conoscenza e quella passione sono proprio le caratteristiche (oltre a tutte le loro qualità) con cui questi due hanno realizzato quello che, vi dicevo, è un gran bel libro.
Ci hanno seguito dovunque in tour e poi si sono scatenati in giro intervistando chiunque gli capitasse a tiro (o quantomeno gli risultasse in linea con il racconto).
Hanno scoperto cose che ignoravo.
Hanno raccolto aneddoti che avevo totalmente dimenticato.
Hanno trovato foto che non sapevo più esistessero (tipo quella della mia prima esibizione voce e chitarra).
Hanno raccontato "i miei posti" con parole e immagini esaurientissime.
Hanno stanato foto di famiglia facendo la corte a mia madre.
Hanno coinvolto i miei amici nel bel mezzo del nostro "covo".
Hanno provato a darvi voce (o almeno ad alcuni di voi).
Hanno torchiato musicisti ed entourage strappando tutto lo strappabile.
Hanno saputo catturare le atmosfere dei club, dei palasport, dei teatri e degli stadi.
Hanno avuto la capacità di mettere tutto, organicamente, insieme.
Questo e tanto altro hanno fatto Chico e Corrado che, soprattutto, hanno raccontato la mia storia (o una parte consistente di essa) senza chiedere a me di raccontarla.
E così io, che in casa non ho neanche una mia foto, ora ho la comodità di avere un bellissimo album di immagini visive e liriche a portata di mano.
Buona lettura e buona visione.

p.s.: ricordate quell'ultima domanda nel diario di bordo precedente? Ebbene non prendetela ancora come una promessa, ma lo sapete che al momento la risposta sembra essere più sì che no?

Venerdì, 9 marzo 2007