Sabato, 24 giugno 2017

A Bocce Ferme - da Luciano (Diario di Bordo 01/08/2012)

Vi scrivo dopo essere appena rientrato dal concerto che i Simple Minds
hanno tenuto a Modena in Piazza Grande. 
L'ultima volta che li avevo visti deve essere stato a metà degli anni ottanta.
Il concerto mi è proprio piaciuto ma al di là di quello
mi sono ritrovato a notare come ogni canzone producesse
una reazione diversa in chi era con me (alcuni ragazzi del "Gruppo").
Il concerto in generale produceva sensazioni diverse
perché ognuno ci è arrivato con un diverso stato d'animo,
con diverse aspettative, casomai portandosi dietro qualche problema
e faticando a lasciarsi andare. Per potermi permettere di
vedere mi hanno gentilmente ospitato in un palazzo che dava
sulla piazza e da quella finestra potevo guardare anche com’era il pubblico.
E anche lì potevo notare la differenza di reazioni.
Non c'è niente di nuovo in tutto questo ma mi è servito per ricordarmi,
una volta di più, di quale impatto emotivo ogni volta un concerto
debba smuovere, confrontandosi con migliaia di stati d'animo diversi.

Sarà per questo che ancora una volta ho provato
un profondo senso di gratitudine per il privilegio di essere salito
anche quest'estate su qualche palco (pochi per la verità).
E da quei palchi, tenendo "spento" lo spettacolo
e lasciandomi andare solo all'energia della musica, venire
ancora una volta travolto dalla potenza delle vostre reazioni.
Lacrime, lacrime copiose, lacrime silenti, occhi rossi, occhi rossi
coperti dalle mani, occhi socchiusi, occhi chiusi, sorrisi, bocche
spalancate, braccia alzate, braccia alzate tutto il tempo,
braccia che tengono il tempo, corpi, corpi abbracciati, corpi danzanti,
striscioni, striscioni erotici, striscioni/lenzuola.

E ovviamente in tutto questo ho generalizzato perché in ciascuna di
queste categorie c'era ognuno di voi a modo proprio.
Come se non bastasse quello che vedevo dal palco ogni sera, i
commenti che ho trovato nel barMario raccontano di cose
meravigliose successe non solo su quei palchi ma anche fra di voi.

E che lo stesso concerto per diversi di voi sia risultato "il più bello di sempre"
così come un paio di voi lo abbia vissuto come "non emozionante",
rientra comunque nelle considerazioni che ho fatto all’inizio di questo pezzo.

Siete tanti, diversi, ognuno con una sua unicità.

Qualcuno prova soggezione, qualcuno è discreto,
qualcuno mi copre di sorprese,
qualcuno mi fa arrivare il suo affetto in punta di piedi,
qualcuno vuole solo una stretta di mano,
qualcuno sa a memoria il testo di "Sulla mia strada" ma
non lo tiene presente più di tanto,
qualcuno mi fa avere la sua gratitudine con uno sguardo.

Siete voi.
Per fortuna.
Tenete botta.

Luciano

Mercoledì, 1 agosto 2012